I soggetti che consumano anfetamine sono attratti dal senso di benessere, di vigore, di sicurezza in se stessi che queste droghe provocano.

I forti consumatori sono identificabili da loquacità, presenza di tremore alle mani, cute sudata, midriasi (dilatazione della pupilla), ipermotilità, anche con gesti ripetitivi.

La via di somministrazione preferita è quella endovenosa, anche se le anfetamine possono essere assunte per via orale, inalazione o fumo. A differenza della dipendenza da eroina che insorge più rapidamente se la sostanza è assunta per via endovenosa, e della dipendenza da cocaina che è più rapida e accentuata se questa viene fumata o iniettata, la dipendenza da anfetamine non dipende dalle modalità di assunzione della sostanza.

L’uso continuo o l'assunzione di dosi elevate amplifica gli effetti collaterali, senza aumentare quelli piacevoli. La persona che fa uso di anfetamina perde l’appetito e si trova a non toccare cibo per più giorni; non prova più sonno e può rimanere sveglia per molti giorni sino a crollare in uno stato di prostrazione e stati d’ansia.

La persona che abusa nell'uso di anfetamine può arrivare ad avere atteggiamenti paranoici e sentire voci che non esistono. Fattori di rischio aggiuntivi sono gli effetti devastanti che, a breve o a lungo termine, questa droga può provocare sul cervello. Esiste un’ intossicazione acuta da anfetaminici, una cosiddetta “overdose”, caratterizzata da insufficienza cardiocircolatoria acuta, spesso irreversibile che porta ad un rapido decesso.


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