Contrariamente a quanto si pensa, l’ecstasy è un vecchio farmaco. Nasce infatti all’inizio del secolo insieme all’anfetamina, ma viene ritirato dal commercio dopo brevissimo tempo, a causa di effetti eccessivamente stimolanti come insonnia, inquietudine, aggressività.

Così come avviene per le altre sostanze, l’ ecstasy può essere tagliata con altre droghe dando effetti difficilmente controllabili. Per raccogliere una casistica sugli effetti di questa droga, l’ambiente più idoneo non è più l’ospedale, ma l’uscita delle discoteche. Le manifestazioni collaterali sono tanto acute quanto momentanee. In una persona labile, si possono scatenare fenomeni di grave dissociazione e turbamenti psichici.

Uno dei rischi prodotti da questa droga sull’individuo che ne abusa è un delirio di onnipotenza, per molti aspetti simile a quello determinato dalla cocaina. Quando l’effetto della droga sparisce, la persona si sente abulica (mancanza o scarsezza di volontà), depressa, con stati d’animo ansiosi. Ricerche scientifiche hanno dimostrato che l’ecstasy crea gravi danni al sistema nervoso. Un programma recente su MTV ha parlato addirittura di casi con danni irreversibili: veri e propri buchi nel cervello causati dall'assunzione di questa droga.


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